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LE GUIDE 2017

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GAMBERO ROSSO 2017

Il fenomeno prosecco è partito dalle colline di Conegliano e Valdobbiadene, per approdare ed estendersi a macchia d’olio lungo la provincia trevigiana. Giorgio Cecchetto, pur non disdegnando la produzione delle fragranti bollicine, ha però preferito rimanere fortemente legato al raboso, declinato in tutte le tipologie previste, dalla versione parzialmente appassita per il Malanotte, all’interpretazione più nervosa e fresca del Metodo Classico. Frutto della vendemmia 2012 il Raboso Piave è il vino più convincente quest’anno: profuma di frutto selvatico e spezie, rinfrescati da un’intensa nota di erbe aromatiche che ritroviamo perfettamente espresse in un sorso che unisce solidità alla tipica incisività acida del vitigno. Ottima la prova anche del Manzoni Bianco, che sfrutta la buona vendemmia 2015 per unire pienezza e agilità, risultando succoso e di grande piacevolezza.

PIAVE RABOSO 2012 (2 bicchieri)
MANZONI BIANCO 2015 (2 bicchieri)

 

BIBENDA 2017

PIAVE RABOSO 2012
(4 grappoli)
Rubino con unghia granato. Profondo e complesso si presenta all’olfatto con profumi di foglie di alloro, visciola e amarena in confettura, timo, erbe medicinali, note balsamiche, rabarbaro e china. Avvolgente e caldo, bilanciato da opportuna freschezza e tannino vispo ma in evoluzione con un finale ammandorlato e balsamico. La raccolta avviene tra fine ottobre ed inizio novembre. Acciaio per 15 mesi, ne matura altri 15 in botti di rovere ed affina 6 mesi in bottiglia.

SANTE ROSSO 2013
 (4 grappoli)
Luminoso rubino. Si dischiude con un intreccio di ciliegie mature, prugne, vaniglia, anice stellato, curcuma, tabacco da pipa, cioccolato alla menta e speziatura dolce. Dall’incedere morbido e caldo, si risolve in un piacevole finale fruttato, speziato e tostato, pennellato da guizzanti tannini e generosa dote alcolica. Sosta 8 mesi in barrique e affina 6 in bottiglia.

CARMENÈRE 2015
 (3 grappoli)
MANZONI BIANCO 2015
 (3 grappoli)
CABERNET SAUVIGNON 2015 (3 grappoli)

 

VINI BUONI D’ITALIA 2017

Giorgio Cecchetto non ha mollato le redini finché non è riuscito, grazie a un continuo studio, a domare l’esuberanza del Raboso. Vitigno ribelle, ha ora la libertà e la possibilità di esprimersi in modo originale pur mantenendo il blasone di signore del Piave. Rubino fitto con accenni al granata. Al naso, tutto è miscelato con eleganza e precisione, concentrato su note di viola, tipiche marasca e more di rovo, liquirizia, pepe e tabacco da pipa. Al palato è particolarmente equilibrato con una vibrante trama tannica e ottima spinta sapida. Lievi percezioni balsamiche si avvertono solo nel finale. Per chi desidera conoscere il vitigno è un vino esemplare, un vero figlio del Piave.

PIAVE RABOSO 2012 (4 stelle)
MANZONI BIANCO 2015 (4 stelle)

 

SLOW WINE 2017

VINI – Quando si parla di Giorgio Cecchetto è naturale parlare di Raboso e soprattutto del Piave Malanotte Gelsaia, per il quale però si dovrà aspettare l’anno prossimo: quindi… non ne parliamo. Non mancano però vini di qualità, come il PIAVE RABOSO 2012 dai piacevoli sentori di marasca misti a caffè e cioccolato. Il SANTE ROSSO 2013 è elegante e rotondo. Estremamente territoriali e schietti il CARMENÈRE 2015 e il CABERNET SAUVIGNON 2015 entrambi caratterizzati dall’ottimo rapporto tra qualità e prezzo. il MANZONI BIANCO 2015 presenta importanti note di idrocarburo alternate a sentori di frutta bianca matura e salvia. Per chi passasse in cantina, da non scordare il PASSITO DI RABOSO, un vino affascinante in cui è piacevole perdersi.

 

I VINI DI VERONELLI 2017

Vini degustati da
Gigi Brozzoni (G.B.):

Giorgio Cecchetto ha profuso particolare impegno alla valorizzazione del Raboso, considerato il vino che forse meglio di ogni altro riesce ad esprimere le caratteristiche del territorio. L’azienda produce anche diversi interessanti vini della MarcaTrevigiana.

SANTE ROSSO 2013 (Valutazionee 90/100)
INCROCIO MANZONI 2015 (Valutazione 89/100)
CARMENÈRE 2015
(Valutazione 87/100)
CABERNET SAUVIGNON 2015
(Valutazione 89/100)

VITAE 2017

SANTE ROSSO Merlot IGT delle Venezie 2013 (4 viti e mezzo)
Rubino compatto con sfumature granato. una ventata decisa di fine sottobosco apre la scia olfattiva. Continua gradevolmente su toni di spezie dolci e tabacco di pipa, humus e legni orientali, con una importante percezione minerale di grafite. il frutto è ancora presente in qualità di confettura di prugna e marasca. setosamente tannico al palato e di ottimo equilibrio. grande la struttura e la persistenza in un potenziale ancora inespresso. il vino viene affinato in barrique di secondo passaggio per almeno 8 mesi prima di essere imbottigliato.

MANZONI BIANCO 2015 (3 viti)
Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Quadro olfattivo inebriante che sciorina bellissime sensazioni di erbe aromatiche e macchia mediterranea. Trapelano ancora agrumi, uva spina, fiori bianchi e camomilla, continuando su una minerali salmastra a tratti gessosa. Il sorso si caratterizza per una magistrale sapidità ben cesellata da morbidezza e freschezza. lungo e piacevole il finale per questo “incrocio” di sensazioni. Affinamento solo in acciaio.

PIAVE RABOSO 2012 (3 viti)
CARMÉNERE 2015 (3 viti)

 

MERUM 2016/2017

MALANOTTE DEL PIAVE DOCG GELSAIA 2011 (1 cuore)
Schwarzrubin; verhalten, gewisse Holzwürze; Süße, etwas holzgeprägt, auch fruchtig, dann betonte Fruchtlänge. (6700 Flaschen; L. 069; eine Abfüllung; 14,5 % Vol.; €: 22,00)

VENETO RABOSO IGT Passito R.P. s.a. (1 cuore)
Recht intensives Rubin; fruchtige Noten Süße, auch präsente Frucht, feine Herbe. (1800 Flaschen; L. 4; eine Abfüllung; 14,5% Vol.; €: 13,00)

 

SPARKLE 2016

ROSA BRUNA CUVÉE 21 BRUT 2011
Vino diverso, originale, da capire, dal finale appena austero. Ceraiolo con decisi riflessi rame e bollicine sottili, è diverso e di forte personalità al naso nei toni di confetture di prugna, con aromi di chinotto, nettare di arancia, rabarbaro, zafferano, zenzero, mentre il frutto goloso sa di amarena, con sentori delicati di gelatine di fragole e lamponi, fuso con toni dolci di torrone e croccante, tutto sfumato da spunti di rosa canina e peonia. In bocca è fresco, strutturato, di bella carbonica, dotato di una vena tannica che dà tensione e che solletica un retrodatato coerente nel ricordare il naso insieme a cenni di pasticceria con bagna alcolica.
Bene con un goloso ossobuco.

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On 23 novembre 2016
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