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VENDEMMIA 2011: alcune considerazioni
QUANTITA' SCARSA, MA CON PUNTE DI ECCELLENZA
La vendemmia 2011 sarà ricordata non solo per l’ottima qualità, ma anche per le bizzarie metereologiche. Ondate di calore straordinarie, basse temperature in piena estate, piogge abbondanti e siccità distribuite a macchia di leopardo hanno tenuto in allerta i viticoltori veneti. La ripresa vegetativa in Veneto è risultata in anticipo di circa 10 giorni, con punte anche di due settimane in alcune zone del Trevigiano e della provincia di Venezia. La primavera particolarmente mite aveva fatto sperare in un risultato produttivo molto buono. Infatti le prime fasi fenologiche non hanno creato particolari problemi. Il germogliamento è stato generalmente buono (del Glera già nei primi giorni di aprile). La fioritura è stata quasi ovunque ottima e buona anche l’allegagione. L’anticipo fenologico di quest’anno (simile al 2007) è confermato dalla presenza, già nei primi giorni di luglio dei primi acini invaiati nel Pinot Grigio. Già dall’inizio dell’estate però si è prospettata una riduzione della produzione che si è fatta più significativa con il passare delle settimane e con la colonnina di mercurio che ha segnato temperature da record. A colpire piuttosto duramente è stato il mese di agosto, in piena fase di maturazione. Il caldo, unitamente alla prolungata assenza di piogge, che le irrigazioni di soccorso non sono riuscite a compensare, ha causato stress idrico ai grappoli innescando un processo di maturazione anticipato rispetto alla norma ed una maggiore concentrazione degli zuccheri dovuta essenzialmente alla disidratazione delle uve, con una conseguente resa in vino minore dello scorso anno. Buona la situazione anche sul fronte fitosanitario. Bassa incidenza di oidio, peronospora e tignola mentre la diffusione di botrite ed acari è stata nella media. Da segnalare, comunque, che tutti i patogeni sono stati ben controllati ed arginati. "Nonostante i cambiamenti climatici che hanno caratterizzato le ultime annate e le bizzarrie del tempo che hanno contraddistinto il ciclo vegetativo 2011 – dichiara Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi – la vite manifesta la sua capacità di adattamento, riuscendo a superare i momenti di criticità che hanno invece compromesso l’esito di altre colture."
ANNATA STORICA PER IL RABOSO Il Raboso, essendo la varietà a bacca rossa a raccolta più tardiva, ha beneficiato più delle altre varietà degli abbassamenti termici di fine settembre- primi di ottobre; ciò ha comportato un notevole accumulo di antociani e di sostanze aromatiche nelle bucce, ma soprattutto ha fatto in modo che quest’anno ci trovassimo con una maturazione fenolica e tecnologica delle uve che è avvenuta con un particolare sincronismo, come non si vedeva da anni. Con degli effetti sulla qualità del vino che si sono subito evidenziati a fine vinificazione. Infine un’importante novità per il RABOSO del Piave: 12 novembre 2011 stappatura della prima bottiglia di Raboso Malanotte del Piave Docg
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