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14 luglio 2010 - Il Sole 24 ore - L'impresa di qualità sa anche essere solidale di Alessandro Zaltron
L’evoluzione semantica a volte sottende un cambiamento culturale. Disabile era una parola negativa: indicava che una persona è incapace di fare. Diversamente abile è una perifrasi forse non elegantissima ma rivela una verità innegabile: chi non è capace di fare qualcosa potrebbe avere delle abilità che lo rendono capace di fare qualcos’altro. Una serie di segnali, anche nel Veneto, sono incoraggianti in questo senso. E vengono da aziende, in particolare vitivinicole, ma non solo. Che il vino, di qualità, sia buono non è una novità. Fa piacere scoprire che il vino è buono anche nel senso che dà opportunità di crescita ai meno fortunati, come testimonia da cinque anni la cantina di Cecchetto di Tezze, in provincia di Treviso. Tutto è nato da una battuta di un amico del titolare Giorgio Cecchetto: “ Perché non proviamo a far vendemmiare i ragazzi dell’associazione?”. Da allora sono stati coinvolti i giovani seguiti dall’Aipd (Associazione italiana persone down) della Marca trevigiana, soprattutto i partecipanti ai corsi di educazione all’autonomia sociale per l’apprendimento dell’uso del denaro o di mezzi pubblici. A ottobre si dedicano alla vendemmia dell’uva Raboso, alla spremitura e alla preparazione del mosto per la vinificazione, con la collaborazione delle Cantine Cecchetto e della Congrega dei Radici e Fasioi; durante il periodo invernale decorano e firmano personalmente le etichette; infine imbottigliano e confezionano le bottiglie in primavera.”Il progetto Raboso- racconta la famiglia Cecchetto- è nato e continua a essere per l’associazione, per il suoi ragazzi e per noi un piccolo esperimento di attività lavorativa, ma anche un momento di incontro e di divertimento, come la vendemmia ha sempre rappresentato nel tempo. La novità di quest’anno è che dalle vinacce di uva rabosa la distilleria Capovilla di Rosà, nel vicentino, produce Acquavita, una grappa originale che contribuisce a sostenere i progetti dell’Aipd”. L’iniziativa è doppiamente virtuosa, in quanto le bottiglie, presentate ormai da alcuni anni al Vinitaly, nello stand della Regione Veneto, vengono distribuite in cambio di un’offerta che serve a finanziare le attività associative. Un circuito virtuoso favorito dal Raboso, vino duro, rabbioso appunto, che i Cecchetto hanno saputo ammorbidire e rendere strumento di solidarietà.
Due assistenti speciali E’ opinione diffusa e scorretta che gli atti di apertura verso persone disabili siano gesti unilaterali in cui solo una delle parti coinvolte riceve beneficio. L’esperienza mostra che a volte le cose non stanno così. Silvano Seghetto è sindaco di Cologna Veneta, comune nel veronese che dallo scorso gennaio si è prefisso uno scopo nobile: creare forme di interazione e collaborazione fra il locale Ceod ( “Casa Nostra”) e l’ Amministrazione pubblica. Uno degli effetti di questa inusuale partner-ship è l’inserimento di due ospiti del Coed, Laura e Roberto, nella segreteria del sindaco. I ragazzi “lavorano” per alcune ore al mese svolgendo con efficacia e precisione le normali attività di ufficio: ricevere telefonate, prendere appunti, visionare incartamenti. “L’esperienza-commenta il primo cittadino- si sta rivelando molto istruttiva. I ragazzi vengono accompagnati dal Coed al municipio dal messo comunale in divisa, hanno fraternizzato con i dipendenti comunali e si sentono quindi valorizzati in quanto parte integrante. Ma anche noi stiamo cambiando. Ci siamo accorti che queste persone portano serenità sul posto di lavoro, favoriscono un clima positivo. Gli educatori notano progressi: una persona che non sapeva leggere né scrivere è stata stimolata a imparare a scrivere e disegnare.”
Che pizza il razzismo Ma non tutti la pensano così. Secondo alcuni, malinformati o semplicemente ignoranti, i ragazzi down dovrebbero starsene a casa, ben rinchiusi e nascosti. E’ accaduto in un locale pubblico della stesse provincia, Treviso, dove un avventore si è lamentato della presenza, a suo dire molesta, di una famiglia con quattro bimbe di cui una down. I genitori se ne sono andati indignati. L’episodio ha spinto i titolari della pizzeria, S. Agostino nel centro del capoluogo trevigiano, a compiere un gesto risarcitorio: prendere alcuni ragazzi down come collaboratori.”E’ vero –spiegano i proprietari- anche se volevamo che il nostro rimanesse un gesto privato e che non fosse interpretabile come mossa pubblicitaria”. A ragione: la bontà non abbisogna della grancassa.
Una pasta d’azienda Dalla pasta per pizza alla pasta per semola, il fine benefico non muta. Il pastificio Dalla Costa di Castelminio di Resana, in provincia di Treviso, ha deciso di sostenere la Fondazione “Crescere Insieme”, legata al reparto di neonatologia dell’ospedale torinese Sant’Anna . La somma devoluta-8 mila euro- è stata raccolta attraverso prodotti della gamma Disney che riportavano sulla confezione le finalità del progetto. “La pasta Disney, prodotta su licenza dal 2004-spiega Fabio Dalla Costa, che dirige l’azienda di famiglia assieme al fratello Mirco-, è dedicata ai bambini. Ci è sembrata pertanto il prodotto più adatto per sostenere un progetto come quello della Onlus e il più efficace nel sensibilizzare il pubblico, in particolare quello delle mamme, su una tematica come quella dei neonati prematuri”. L’assegno è stato consegnato a Claudio Marchisio, giocatore della Juventus- club che supporta il progetto della Fondazione- e a Daniele Farina, primario al Sant’Anna.
Cin cin benefico Bambini protagonisti anche nel progetto varato da “Noi e il Soave”, associazione di beneficenza composta da un gruppo di viticoltori impegnati nella valorizzazione del vino, che si propongono di fondere la tutela del territorio con il volontariato. Ben 170 produttori di Soave, nei pressi di Verona, hanno infatti destinato parte delle loro uve per produrre 800 bottiglie di pregiato Recioto Docg, vinificandolo secondo la tradizione contadina (viene chiamato “casalin” proprio perché “fatto in casa”), le cui etichette sono create e realizzate dalla fantasia dei 300 bambini delle scuole elementari di Soave. “Il ricavato dalla vendita-spiega il portavoce, Angelo Tebaidi- sarà devoluto all’ospedale Girolamo Fra Castoro di San Bonifacio, reparto di pediatria. Con la somma verranno acquistate pompe infusionali a siringa per le terapie neonatali. Una parte inoltre servirà per adottare a distanza Anna Giulia, una bambina brasiliana di sei anni originaria di Fortaleza, che grazie ai volontari di “Noi e il Soave” potrà frequentare la scuola per un anno intero”. Chi l’ha detto che il vino non fa bene ai bambini?
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