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IL SOMMELIER VENETO - Giugno 2010 - RABOSO, IL GRANDE ROSSO DI CECCHETTO di Dante Brancaleoni
Una degustazione con autorevoli protagonisti per degustare e ragionare attorno ad un vino simbolo dell’enologia trevigiana
Mentre si avvicinano le scadenze elettorali per i futuri quattro anni di gestione degli organi nazionali, regionali e provinciali, ripenso ai miei, ormai, trascorsi 14 anni alla guida della delegazione di Rovigo. Una vita. Una vita vissuta assieme a tanti colleghi che ci ha visto protagonisti e organizzatori di manifestazioni ad ogni livello. Degustazioni, gemellaggi, visite a cantine e ad altre regioni, corsi e serate di ottimo livello, sempre portando con noi umiltà, rinnovate energie e senso di associazionismo. Continuerà questa crescita della nostra delegazione? Io sono sicuro di sì. Con nuove e più giovani forze ben motivate si potrà ambire a scelte prestigiose e ad iniziative sempre caldamente condivise dal Consiglio regionale, consigliate e suggerite dallo stesso presidente regionale, Dino Marchi. Di solito lascio il compito di scrivere, su quotidiani e, soprattutto, nella nostra rivista, gli articoli delle manifestazioni vissute ad altri colleghi più bravi del sottoscritto, ma il racconto di un’iniziativa in particolare ci tengo a farlo io. Si è trattata di una degustazione che aveva come tema “Il Raboso. Ieri oggi e domani”. Vino e vitigno che appartiene anche alla storia della nostra provincia, è stato protagonista il 26 febbraio scorso nella splendida cornice di Corte Frassino a Villadose. Presenti tutti assieme (cosa rara!) il “Re del Raboso”, il trevigiano Giorgio Cecchetto, patron dell’omonima azienda a Tezze di Piave (TV), un grande storico dell’enogastronomia veneta, il professor Giampiero Rorato, un degustatore e profondo conoscitore del territorio quale Dino Marchi. La signorilità di Giorgio Cecchetto e le emozioni trasmesse dal suo Raboso di diverse annate, la grande cultura dimostrata nei commenti storici riferiti al vitigno e ai suoi antichi abbinamenti dal professor Rorato, l’impeccabile descrizione organolettica di Dino Marchi sono state le componenti che hanno regalato ai circa 80 partecipanti un’emozionante crescita culturale. Queste e altre manifestazioni sono gli ingredienti che ritengo ci diano la forza di continuare questo interminabile cammino attraverso il mondo della sommellerie.
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